Il cibo, la fame e i bambini : a loro non serve l’ EXPO ma il nostro impegno quotidiano.

bambini soldatiHo scelto di iniziare il 2015 con alcune foto  di SaveTheChildren, l’organizzazione mondiale che da sempre si occupa dei problemi dei bambini e non solo di quelli dei paesi poveri.

La foto di apertura è una testimonianza importante di come nella   SaveTheChildren stia facilitando il ritorno a scuola dei fuoriusciti dai gruppi armati.  assistenza bambiniMa è altrettanto presente nel nostro Paese, aiutando i bambini profughi ad affrontare una vita che rischia ogni giorno in tragedia.

Centinaia di volontari ogni giorno sogni impegnati certamente sui temi dell’accoglienza ma anche sulle difficoltà quotidiane che migliaia di famiglie italiane stanno affrontando per crescere dignitosamente i propri figli.

per capire realmente ciò che in Italia sta avvenendo ma soprattutto ciò che il futuro riserva ai nostri figli dovremmo tutti trovare il tempo ( meglio sarebbe dire la voglia e la pazienza) di leggere un documento che annualmente SaveTheChildren pubblica , l’ATLANTE DELL’INFANZIA , dal quale sono tratte alcune foto di questo articolo consultabile e scaricabile ( edizioni degli anni precedenti comprese) in pdf all’indirizzo http://atlante.savethechildren.it/sfogliaAtlante.html#.VKj4fSuG-gx.

Per comprenderne almeno in minima parte l’importanza dei contenuti riportiamo una delle moltissime tabelle che fanno parte dell’Atlante, ed in particolare quella relativa alla drammatica caduta della spesa alimentare in Italia.Senza titolo-2 copia

Non vi è dubbio che le prime ripercussioni di questi dati, estremamente negativi e preoccupanti che riguardano non l’Africa o altri continenti per i quali siamo oramai abituati a considerare la fame e le carenze nutrizionali come qualche cosa di ovvio e cronicamente endemico accettandole implicitamente come tali, questa volta ci toccano direttamente e da vicino.

savethechildrenE non solo e soltanto in termini economici di contrazione dei consumi interni e di crisi economica ma anche e soprattutto di come tutto questo possa incidere negativamente su una corretta, indispensabile ed equilibrata alimentazione di cui i nostri figli, soprattuto nei primi anni di vita, hanno necessità estrema.

Nel solo Friuli Venezia Giulia, per parlare della mia regione, nel 2013 oltre quasi 7 famiglie su dieci con un bambino in casa hanno ridotto la quantità ma soprattutto la qualità degli acquisti alimentari. E la percentuale sala drammaticamente in Calabria dove si arriva a nove famiglie su dieci.  E il trend non sembra arrestarsi.

Viene allora da chiedersi come si conciliano questi dati drammatici con la crescita dei consumi voluttuari o che, almeno un tempo, venivano considerati tali: gli ultimi dati sugli acquisti natalizi confermano che non vi è crisi per smartphone, tablet, telefonia, giochi elettronici e abbonamenti come sky.

expo__brandIn una situazione del genere, e fermo restando che nessuno si sogna di negare il ruolo di vetrina nazionale del FOOD made in ITALY che  EXPO 2015 dovrà avere,  c’è davvero da chiedersi se una manifestazione pur importante come quella modificherà anche solo in minima parte la situaizone dei profughi siriani o dei bambini soldato o soltanto quella delle nostre famiglie italiane alle prese ogni giorno con una crescente povertà il cui prezzo sarà tutto sulle spalle dei nostri figli.

O, forse, dovremmo avviare una severa e profonda riflessione noi tutti, consumatori e produttori, per ridare il giusto peso e la giusta importanza alle cose primarie sapendo distinguere ciò che è veramente indispensabile da ciò che serve prevalentemente a soddisfare il nostro appetito e non certo a rispondere a quella fame che pensavamo di esserci lasciata definitivamente alle spalle e che oggi rischia di diventare  non solo un problema dei bambini africani ma anche quello dei nostri ragazzi.

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